Costruttori di Ponti. Settembre, il punto dei lavori.


L’abbraccio paterno di Don Antonio e Don Luca ci ha avvolti fin dal mattino. Con la preghiera abbiamo messo Gesù al centro e invocato lo Spirito Santo per iniziare i lavori. Con queste premesse, e una ricchezza di popolo, il weekend è partito con speranza e certezza di sinodalitá. Costruire ponti nuovi per raggiungere la parte di noi e di popolo che deve aprirsi alla Misericordia di Dio è un lavoro che comporta amore, energia e quindi anche fatica, progettazione. In questi mesi di laboratorio, a partire da Amoris Laetitia, abbiamo cominciato a progettare un percorso pastorale che parta dal contesto in cui si opera e dai destinatari dell’azione pastorale. Il nostro modulo “Costruttori di ponti”, rivolto a separati in nuova unione, ha un compito molto delicato da assolvere quello di lasciare che la logica umana aderisca sempre di più alla logica del Vangelo. Scardinare anche da noi operatori idee e preconcetti che ci impediscono di allargare le nostre braccia non è compito facile. In questi mesi abbiamo cercato con tenacia di eliminare da noi stessi tutto quello che potrebbe allontanare il fratello. Questo lavoro ha comportato la fiducia di dare voce ai timori presenti nelle nostre menti e che non ci hanno comunque impedito di continuare a impegnarci, pur nella difficoltà di inserire anche questo cammino nella nostra vita già abbastanza travagliata.

Adesso abbiamo stilato un progetto di massima, che non è ancora il progetto esecutivo, ma che ci trova concordi su molti punti.

Molte domande e molti dubbi sono usciti fuori da questo weekend, è grande la mole di lavoro che ci attende, ma non abbiamo intenzione di mollare. Dubbi e "scontri" ci accompagneranno nei prossimi mesi, ma con la grazia di Dio e con il sostegno dei pastori abbiamo la fiducia che i semi porteranno frutti.

Nel concreto, nell'ultimo fine settimana, al centro dei nostri dubbi c’è l’esigenza di comprendere se i percorsi pastorali da progettare debbano essere luoghi chiusi a una categoria di coppie o aperti. Abbiamo la grazia di avere con noi delle coppie che hanno già fatto un cammino di fede e che hanno vissuto l’accoglienza e l’integrazione fin dal primo momento del loro arrivo. Questa esperienza ci interroga anche sulle nostre comunità e su quanto siano pronte e disponibili ad accogliere. Il "Laboratorio Regionale" ha mostrato i suoi punti di forza nel riconoscimento dell’importanza della famiglia nell'operare accanto ai pastori, che è la comunità che deve accompagnare, nel avere ribadito che la logica verticale deve incrociare la logica orizzontale e nell’avere lasciato la libertà ai tutor e ai corsisti di farsi dirigere dai propri vissuti e intuiti, non imbrigliando la creatività, ma mantenendo lo sguardo a Gesù e ai suoi insegnamenti.

Oggi sentiamo l’esigenza di parlare con i nostri Vescovi per essere rassicurati e guidati nella missione che stiamo svolgendo. Non sappiamo se riusciremo a progettare un buon ponte o se sarà, come Don Antonio suggeriva, solo un ponticello adatto a far passare poche persone alla volta, ma sappiamo che col nostro “si” abbiamo dato braccia a nostro Signore.

Un grazie speciale ai nostri direttori che non mancano di farci sentire il loro sostegno. Antonella Spanó - Tutor

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